12 Settembre 2026
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Un attimo. Pochi secondi, un vortice senza pertugi. Alla fine, in fondo al mulinello, arrivò lei

Era eutta vestita di nero. La falce riposta ma visibile.La guardai, quasi divertito e un ghigno fece capolino ai lati della mia bocca. Lei, stralunata, sibilò:

M. Sciocco umano, cos’hai da ghignare? Sono qui per te!

 

S. Oh, che onore, signora. Però dovrebbe mettere addosso qualcosa di colorato, così tutta nera… E poi che visino pallido!

 

-Lei andava infuriandosi e con un ruggito sbottò:

 

M. Non credo ai miel occhi! Alle mie orecchie! Come osi?

 

S. Signora , mi scusi ma mi fa venire da ridere. Il suo viso è stravolto dallo stupore ed è davvero grottesco.

 

M. TUTTI HANNO PAURA DI ME! TU PERCHÉ NON NE HAI? SEI FOLLE!

 

S. Esatto. Lo sono. E allora? Su, mi faccia un sorriso, giacché ogni donna che si rispetti è più bella quando sorride.

 

-La Morte ebbe un attimo di disorientamento. Quasi barcollò, sbuffando spazientita.

 

M. Non ci posso credere.

 

S. Signora, lei conosce di persona Belzebù? Si dice sia un tipo simpatico!

 

-A quel punto non resse più. Scoppiò a ridere, gesticolando come impazzita. Con un gesto a mandare a quel paese, disse mentre ancora rideva:

 

M. Aaaahhh, basta, ci riproveremo, ora meriti un premio! VATTENE, TORNA INDIETRO PRIMA CH’IO CI RIPENSI!

 

Mi svegliai. C’era un’infermiera. Un buongiorno, la Luce.Il Giullare insolente aveva fatto ridere perfino la Morte.

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