Cardiopatia dilatativa. Ovvero scompenso cardiaco, aritmie, affaticamento e necessità di terapie mediche o trapianto. Il cuore del bimbo aveva capacità di pompaggio del sangue ridotta, indebolita. Per questo quel cuore in arrivo da Bolzano doveva risolvere il problema e fare nascere per la seconda volta Domenico, poco più di due anni. Ma quel 23 dicembre 2025, al Monaldi di Napoli, fu invece il primo giorno di una morte lenta e tragica che sarebbe poi durata 58 albe oscure. Ciò perché la criminale distrazione di qualcuno aveva collocato quel cuore da trasportare in ghiaccio secco invece che normale. Per tale sciagurato errore l’organo arrivò irrimediabilmente imbalsamato in un pezzo di ghiaccio.
Oggi, in chiusura di questo commento, apprendo che pian piano emerge che in realtà errori ed omissioni sarebbero stati diversi. Vedremo cosa stabiliranno indagini e giudizio.
Quel 23 dicembre il trapianto fu eseguito ugualmente perché il cuore di Domenico era stato già espiantato, evidentemente per guadagnare tempo. Altra decisione sciagurata, a mio umile avviso. Sarebbe bastato attendere l’apertura del prezioso contenitore e constatare che il cuore donato non era utilizzabile. Quello appena espiantato ovviamente a quel punto non poteva essere reinserito. Non è mica una chiavetta USB. Pare che questa dell’espianto anticipato sia pratica non così inusuale; per me resta una procedura scellerata. Il cuore “bruciato dal ghiaccio secco” ovviamente non ha funzionato.
Tutti i mezzi di informazione trattano questa dolorosa vicenda. Cronache, analisi e commenti sono stati e sono talmente tanti che nulla potrei aggiungere. Certo gli è che agendo secondo regole e professionalità oggi Domenico sarebbe vivo, con il suo cuoricino originale e in attesa d’un nuovo organo “non bruciato” . Ci aveva tirato avanti oltre due anni, probabilmente ne avrebbe sopportato ancora per un po’ i malfunzionamenti.
Faccenda di Cuore. Cuore spezzato, cuore messo lì da tanti, italiani e non, a pregare per il piccolo.
Cuore donato inutilmente.
Cuori di due mamme e due famiglie devastate.
Cuore ingeneroso e pavido di chi ha eseguito il proprio compito in modo assai maldestro.
Tanti cuori diversi, per un bimbo che non c’è più.
Riposa in Pace, angioletto di Dio.
Stefano Stenberg