Ecco, questo è un lutto per me, uno dei pochi “pezzi” del calcio, dal quale ho un po’ preso le distanze, la cui perdita mi fa e farà soffrire.
Ho sempre ammirato Carlo Mazzone per l’umanità, la sincerità, la trasparenza e il rispetto di cui è stato capace.
Un grandissimo allenatore, mai approdato a grandi squadre perché lì serve la maschera e lui non è mai stato tipo da maschere. Però ha reso forti squadre “di provincia”. Ha lanciato e “amplificato” Pirlo portandolo alla grandezza che conosciamo, ha valorizzato Roberto Baggio come nessun altro e il suo Brescia giocava con un modulo ed un atteggiamento da fare invidia a certe corazzate spagnole tutte tecnica e inventiva e poi…
…e poi quella corsa sotto la curva dell’Atalanta, con gli addetti a tentare inutilmente di placcarlo. Avevano offesa la mamma e allora un “”MORT**** VOSTRI ” era il minimo. Da buon genuino non riuscì a trattenere la rivalsa per quel pareggio conquistato in modo regale eppure beffardo.
Lui sì, lui è un mito immortale. Mito per Ascoli piceno, mito per Roma, per tutti. Ma un mito umano e dal cuore immenso.
Sono certo che questo calcio non gli piaceva. Non più.
Ciao, Sor Carle’. Magari ce se vede tra’n po’. Tu, intanto, riposa in pace.
Stefano Fioretti