12 Settembre 2026
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Immagine 123rf.com

In Italia , come è tristemente noto, questioni, problemi, eventi e necessità vengono ridotti a bisticcio destra / sinistra. Il crescente utilizzo dei social media ha, come era inevitabile, aggravata la situazione, aggiungendo una robusta dose di turpiloquio, discriminazione e diffamazione. Nemmeno per questioni oggettive e di interesse per l’intero paese la classe dirigente è in grado di prodursi in collaborazione e trasversalmente.

C’è da citare anche la ridda di posizioni riguardo il tasso di criminalità, con la polemica tra coloro che sostengono sia in forte aumento e chi invece ritiene che sia solo questione di maggior risalto mediatico rispetto ai decenni precedenti. Ci sono anche studi ed esperti che sostengono una diminuzione dei reati.Io sono convinto che il livello della criminalità minore, o individuale, figlia del sempre minor livello di educazione e cultura, sia in costante aumento.

In ogni caso i comparti sicurezza e Giustizia sono particolarmente di attualità, il primo per via della sempre maggiore fericia di reati piuttosto gravi, omicidi compresi , la seconda perché al centro di polemiche ed esigenze di rinnovamento e riorganizzazione, poiché palesemente sovraccarica ed inefficiente.

Ci sarà anche il referendum per la riforma della Giustizia .

Per la sicurezza, oramai ostaggio di furti, stupri, violenze di gruppo e scorribande varie, lo stallo è determinato dalla politica che si dimena tra immigrati, legittima difesa, buonismo, pulsioni fasciste, inflazione di decreti ad hoc e altro. Questa impostazione elettorale, miserabile alquanto, è ora però minacciata dal fatto che tre anni di governo “nero”, salvo Forza Italia, inopinatamente non hanno migliorato la situazione.

Elevare il livello di sicurezza dei cittadini doveva essere un pilastro della coalizione di centrodestra, al traino soprattutto della Lega. Fino ad oggi il risultato è una proliferazione di decreti pensati allo scopo di innalzare le pene per singoli reati, proliferazione che è peggiorativa dell’impianto normativo e non risolutiva del problema.

I nostri Codici, ad iniziare dal penale, sono ben concepiti e coprono tutte le possibili forme di delitti. Appare evidente che i problemi sono proprio nel “giro” Provvedimenti cautelari e di carcerazione, burocrazia del sistema giudiziario, discrezionalità a volte opinabile e eccesso di cavilli, scappatoie e attenuanti. Aggiungerei la necessità di una maggiore valorizzazione, in tutti i sensi, delle Forze dell’ordine e il rafforzamento degli organici delle stesse.

Infine, le condizioni e la gestione degli istituti di pena sono ulteriore fattore di inefficienza. Oltre tutto le carceri sono molto affollate dal detenuti cui sono addebitati reati oggettivamente minori e che potrebbero essere trattati con ben più efficaci forme di restrizione con inserimento in percorsi e lavori di utilità sociale.

Consiglio caldamente l’ascolto della serie podcast Figli nostri, dell’ottima Livia Zancaner de Il Sole 24 ore Radio 24. Qui una puntata sugli istituti di pena minorili.

In definitiva, come per quasi tutte le cose servirebbe una reimpostazione organica delle procedure e non delle leggi politiche Ma per fare questo la politica dovrebbe essere capace di compattarsi. Per quest’ultima ragione, in Italia non accadrà mai.

Stefano Stenberg

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