12 Settembre 2026
images (1)

I dati di INVALSI parlano chiaro: l’analfabetismo funzionale nel mondo dell’istruzione italiana tocca il 33% degli studenti di scuola superiore. Costoro non raggiungono livelli di conoscenze e competenze adeguati. Si tratta di un dato coerente con le indagini OCSE, che indicano più o meno il 35% della popolazione adulta italiana quale analfabeta funzionale, con difficoltà nella comprensione di testi complessi e nel calcolo. Ciò pone l’Italia tra gli ultimi paesi in Europa in questo comparto.

immagine “La Voce”.

Tutto questo è molto grave. Ho da poco compiuto 60 anni e ho potuto osservare il decadimento, inesorabile e neanche troppo lento, dell’interesse e dell’impegno, innanzitutto proprio degli adulti, per Cultura, informazione e partecipazione al dibattito pubblico e alla vita del Paese.

Purtroppo ho dovuto vivere in prima persona alcuni dei comportamenti incentivanti questo degrado. In famiglia in primo luogo, quella d’origine è quella matrimoniale,poi svanita. Non di rado sono stato apostrofato come “fesso” perché mi interessavo, infervoravo,aggiornavo e preferivo programmi non frivoli o superficiali in TV. “Chi te lo fa fare?”. Stesso discorso tra le amicizie, o meglio conoscenze.

il calcio; i quizzoni serali; film e varietà demenziali e altro di similare: ecco di cosa si nutrivano.So per certo che quella situazione non era rara ma piuttosto assai diffusa. Ho continuamente fronteggiato momenti del genere e francamente la cosa più grottesca era la presunzione, da parte dell’interlocutore di turno, di essere nel giusto.

Decenni di questo suicidio culturale collettivo hanno preparato a dovere le truppe social. Riguardo questo aspetto non mi dilungo, finirei per friggere roba già fritta. Mi limito a testimoniare un gran numero di casi in cui pur avendo scritto commenti chiarissimi, anche ironici e facilmente riconoscibili come tali, ho dovuto leggere tanti scrivere che “non si era capito perché non hai messo le faccine!”.

Le faccine. Le prime volte non potevo crederci. Purtroppo è tutto vero. Credo che in questo aneddoto delle FACCINE sia una vera e propria ipostatizzazione del baratro, il ritratto supremo del disastro linguistico e culturale che sta distruggendo l’Italia.

So che per molti questa riflessione è patetica. L’epoca è all’insegna del disimpegno culturale e morale. D’altra parte ognuno è libero di non partecipare alla società, ma perché denigrare e deridere chi invece lo fa, magari con sincero trasporto?

Di cosa si crede sia figlia l’escalation di violenza e omicidi? Da dove di pensa arrivi tanta violenza sulle donne? Questo contenuto sarà letto da pochi , ma mi auguro che quei pochi si sentano stimolati a riflettere.

Stefano Stenberg Fioretti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *